Un pubblico gremito ha partecipato alla presentazione del libro di Giuseppe Morici

mercoledì 7 agosto 2013, 20:43     

elisa_martoranaLunedì 5 Agosto alle ore 19.00 a Villa Butera a Bagheria, è stato presentato il libro a fumetti “La scomparsa di Emanuela Orlandi” Becco Giallo Editore di Giuseppe Morici e Alex Boshetti.

Un pubblico gremito ha partecipato alla presentazione, presente uno dei due autori, il fumettista Giuseppe Morici.

L’evento è stato moderato dal giornalista Martino Grasso. L’evento è stato curato dall’artista Elisa Martorana, esperta in comunicazione artistica, appena tornata da New York, che ha anche esposto la critica del libro. Dopo la presentazione è stato possibile acquistare il libro e le tavole a fumetti di Morici in mostra durante l’evento con installazione curata da Bottega d’Arte di Pina Castronovo. A settembre sarà possibile ritirare copie del libro presso i nuovi locali di Bottega D’Arte e Piazza Stazione a Bagheria.
Le foto dell’evento a cura di Daniele Cangialosi.

Critica del libro resa pubblica alla stampa

Segue Critica libro resa pubblica per la stampa

LA SCOMPARSA DI EMANUELA ORLANDI IN FUMETTO di Elisa Martorana

A 30 anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, dopo le tonnellate di commenti giornalistici apparsi in tutti i giornali del mondo, dopo diversi libri pubblicati sull’argomento, dopo le innumerevoli inchieste televisive dove ognuno ha cercato di elaborare una propria teoria per risolvere il caso; alla luce della fase di stallo in cui versano le indagini della magistratura, nonostante i vari eventi inquietanti che si sono progressivamente affacciati e affastellati in questo lunghissimo arco di tempo che ha visto purtroppo la chiesa di Roma sempre più coinvolta e sempre più complice, sopratutto a causa degli inspiegabili silenzi volti all’insabbiamento del caso; ci si chiede se ci sia ancora qualcosa da dire utile ad aprire uno spiraglio di luce in mezzo a tante tenebre che hanno sempre più dato alla vicenda un taglio da intrigo internazionale. All’epoca dei fatti molti di noi non erano ancora nati, tutto ciò poteva creare una generazione di nuovi adulti che ignorassero l’argomento, ma ciò non accadrà grazie al libro di “Becco Giallo” edizioni, che non solo riporta all’attenzione della contemporaneità il caso Orlandi ma con la scelta del linguaggio del fumetto porta l’argomento alla conoscenza anche dei più giovani.
BeccoGiallo Edizioni nasce in continuità dello spirto della nota rivista satirica degli 20 e 30 “Becco giallo”. Rivista settimanale fondata da Alberto Giannini nel 1924. Nel 1926 il regime fascista lo costrinse a chiuderla ed emigrare in Francia. L’editoriale si schiera apertamente dal quel momento contro il fascismo.

BeccoGiallo edizioni è una giovane casa editrice italiana che progetta e pubblica libri a fumetti d’impegno civile. Nella fattispecie l’autore ha inteso ricostruire a fumetti la triste vicende che da oltre 30 anni aspetta la verità per evitare che cada definitivamente nel dimenticatoio come alcuni sperano.

Il mio docente di Graphic Designer all’accademia era uno studioso e collezionista di HugoPratt, e ci bombardava costantemente di nozioni ed esempi del noto fumettista, ed è proprio con una citazione di Hugo Pratt che voglio commentare il linguaggio del libro. Hugo Pratt definisce il fumetto”letteratura disegnata”, definizione perfetta per libro inquestione.

La particolarità di questo libro sta nel riproporre un fatto di cronaca italiana e internazionale tra i più complessi della storia contemporanea e viene riproposto a fumetti.
La massa crede che il linguaggio del fumetto sia un linguaggio per bambini invece nasce come linguaggio profondo, diffusosi nel corso del novecento ma con radici nel secolo precedente, sicuramente sono predecessori le vetrate illustrate delle cattedrali gotiche, le scene sequenziali della vita di Gesù e del calvario, sino alle miniature manoscritte medievali, alle illustrazioni dei testi antichi greci e latini e addirittura, per qualcuno, sino alla preistoria, e specificamente alle pitture rupestre e graffiti.
La particolarità di questo linguaggio e che in diverse parti del mondo ha un’anima diversa, in America è pricipalmente quello dei supereroi, in Francia e in Belgio, ma anche in Giappone il fumetto è concepito più alla stregua di romanzo a puntate, in italia è considerata pura arte di nicchia come i capolavori di cui si è persa la memoria del Maestro di Mino Milani, Corto Maltese di Hugo Pratt e da oggi perchè no anche LA SCOMPARSA DI EMANUELA ORLANDI DI GIUSEPPEMORICI BECCO GIALLO EDIZIONI.

Sfogliare un libro a fumetti che tratta un tema cosi importante come nel caso nostro, fonte inesauribile di spunti e di riflessioni, proprio perchè non vi è solo il testo a darci stimoli ma le immagini ad esempio le
TAVOLE di PAG 17 (SANTA APOLLINARE) le tavole ci raccontano l’inizio del drammadi Emanuela Orlandi, e possiamo vedere ben raffigurata la chiesa di Sant’Apollinare, cassaforte dei segreti di questo caso drammatico. Ma chi era Sant’Apollinare? fu ordinato vescovo da san Pietro, di cui era ritenuto discepolo. Successivamente fu inviato a Classe, dove subì il martirio sotto Vespasiano.
La chiesa in Roma di Sant’apollinare ha una storia assai particolare come lo stesso santo, tanto che vi sono notizie che raccontano che da Venezia eredi dei Templari, detti Massoni si trasferisco nel 1515 a Sant’Apollinare che diventa sede della Confraternita.
Ecco il primo spunto di approfondimenti di tale tavola a pag 17… il fumetto ci fa vedere alla perfezione gli edifici, dandoci una perfetta visisone degli spazi, anche se, per chi comunica per immagini come me, riesce a notare e trasformarli in stimolo anche alcuni dettagli non inseriti, infatti non viene riportata tra i dettagli illustrativi la scritta scolpita nel marmo sul portone d’ingresso ovvero < INDULGEN PLENARIA PERPETUA PRO VIVIS ETDEFUNCTIS = remissione totale dei peccati in vita e in morte > davvero bizzarra come incisione per una chiesa che custodisce l’inizio della scomparsa di Emanuela e altri fatti di cronaca inbarazzanti come, il feretro del mafioso della banda della Magnana Enrico De Pedis, e l’ufficio privato di Oscar Luigi Scalfaro che divenne ministro dell’Interno subito dopo il rapimento dell’Orlandi.
Fatti tanto particolari che la stessa Suor Dolores che troviamo a pagina 22, la suora che si preoccupa per la scomparsa e che in piena notte inizia a telefonare alle ragazze in cerca di informazioni, direttrice della scuola di musica, non si fidava di Monsignor Vergari Rettore della chiesa di Sant’Apollinare al punto tale da proibire alle allieve di partecipare alle messe e di far parte del coro, inoltre ricordava sempre alle studentesse di non far sapere dell’ufficio di Scarfaro all’interno dei locali di S. Apollinare allora anche menbrodella P2. Don Vergari attualmente tra gli indagati del caso, manteneva contatti con il Depedis capo della banda della magnana cheaveva unito in matrimonio nella stessa chiesa.

Tra le belezze di questo libro senza alcun dubbio pagina 25, un particolare che riassume Città del vaticano, a vederla sembra china, sembra acquerello un dettaglio e una tratto grafico talmente espressivo da non far comprendere che di fatto parliamo completamente di tecnica digitale. Infatti il nostro fumettista per realizzare queste tavole ha utilizzato la tavoletta grafica e poi ha definito il tutto con photoshop, quindi nessun foglio, nessuna matita, ma un tratto grafico trasformato fin dalla sua origine in input informatico. Ma è talmente ben fatto e talmente espressivo da lasciare confondere un occhio inesperto.
Il libro ci racconta e ci fa vedere dei volti importanti come quello di Papa Karol Wojtyla, che a quanto pare sapeve molto di più di quello che sembrava, vediamo volti come quello dell’attentatore del papa che ha cambiato diverse versioni sull’argomento, il volto a pagina 82 di Sandro Pertini costretto a fare un appello pubblico dato il delicato caso… rapimenti di cittadina vaticana ma pur sempre italiana…
Questo libro è una bellezza unica, perchè ci fornisce tantissimi stimoli e riflessioni: dal punto di vista creativo grazie al tratto espressivo di Giuseppe Morici, e da punto di vista storico ci fa riflettere su come l’italia, la chiesa, e i poteri oscuri siano i dominatori storici dei drammi. Credo questo libro vada letto e osservato, vissuto e approfondito, per renderci delle persone migliori sia a livello culturale che a livello morare, perchè in questa storia di morale c’è davvero poco, se non il desiderio di far luce e di omaggiare un opera come questa a una ormani donna come Emanuela Orlandi che il suo mistero ha trasformata in paladina delle vittime innocenti, e musa ispiratrice per artisti ed intellettuali.

Elisa Martorana

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